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Gay muscolosi nudi vetrina rossa firenze

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La muraglia possente da una parte. Un uomo a torso nudo, con lo stomaco prominente, la pelle bruciata dal sole, sbatteva un grosso polpo sugli scogli, fino a farlo schiumare. Poco più avanti un ragazzo dai capelli nocciola, con degli slip neri, si tuffava da uno dei grandi blocchi di cemento frangiflutti. I suoi vestiti erano posati su un angolo del blocco. Scompariva, per poi riemergere in superficie, più lontano.

La bocca aperta per riprendere fiato. Ritornava veloce indietro, a grandi bracciate. Risaliva sul blocco di cemento facendo leva sulle braccia muscolose. Si rimetteva in piedi. La sua pelle abbronzata brillava di centinaia di minuscole goccioline splendenti sotto il sole di giugno. Ebbi la netta sensazione che si fosse accorto di me e che sorridesse. Nico rubava le sigarette a suo fratello maggiore.

Andavamo a fumarcele insieme, seduti su una delle panchine che scandiscono quella sottile striscia di confine che delimita la nostra città e il mare sconfinato. Distanti da noi, due vecchi pescatori aprivano le cozze con gesti esperti, servendosi di un grosso coltello. Di tanto in tanto li sentivamo litigare e imprecare, e ci veniva da ridere. Era come il ruggito straziante di un vecchio leone ferito. Nico con le gambe incrociate sulla panchina ed io con la testa sulle sue gambe, a guardare il cielo senza fine.

Io sarei tornata a scuola. Nico ancora non sapeva quello che avrebbe fatto. Non ci rimaneva che acchiappare le nostre vite a morsi. Sognavamo, con il mare davanti agli occhi e la nostra terra alle spalle. Sognavamo su quella striscia grigia e salmastra di confine, che cingeva la città come in un enorme abbraccio.

Su quel nastro di asfalto grigio puntellato dai lampioni di ghisa simili a fedeli guardiani, io e Nico eravamo gli eroi di un film senza pretese.

E alla fine ci siamo scrollati davvero quella terra e quel mare di dosso, proiettati ognuno in un mondo diverso. Io a studiare nella capitale. Nico, che non ho mai più incontrato, a lavorare in una fabbrica del nord. Ci sono passata stamattina, proprio là, su quella striscia grigia che separa la nostra città e il mare immenso.

Ho rivisto la nostra panchina. Mi sono seduta un attimo. Domani torno a Roma, ma è bello pensare che questo nostro mare, che in questo punto lambisce e accarezza Bari, questo mare mio, e di Nico, e di tutti quelli che lo hanno amato, custodisca i nostri sogni. Ero troppo piccolo perché io possa ricordare, oggi, come andarono le cose. Ma io so esattamente come andarono le cose, perché me lo hanno raccontato migliaia di volte.

So che lei era polacca ed era cresciuta in una famiglia socialista e cattolica. Jolanta ottenne un lasciapassare nel ghetto come infermiera, con il compito di controllare la diffusione delle epidemie di tifo. Jolanta entrava con la sua ambulanza attraverso gli alti cancelli controllati dai soldati. E ne usciva, ogni volta, portando con sé uno o due bambini. A volte li sedava e li nascondeva in grandi sacchi di juta, perchè i soldati credessero che fossero morti. A volte, soprattutto quando erano molto piccoli, li riponeva nel doppio fondo di una cassa per gli attrezzi, adagiata sul sedile anteriore, accanto a quello del guidatore.

Aveva un cane con sé, Jolanta. Ma i soldati nazisti non si avvicinavano mai più di tanto, per paura del contagio. Gli stivali del soldato che si avvicinava minaccioso, affondavano nella melma fangosa intrisa di pioggia.

Un bigliettino per ciascuno di noi. Con il nome vero e quello falso, perché un giorno potessimo ricongiungerci alle nostre famiglie. So che Jolanta ripose i bigliettini dentro barattoli vuoti di marmellata, nascondendoli in una buca profonda scavata nel suo giardino.

Sotto un albero di melo. So che Jolanta un giorno fu arrestata dalla Gestapo. Non ho più rivisto i miei veri genitori. E mentre saliva sulla pedana della cattedra, la maestra inciampava, facendo cadere i libri per terra e anche gli occhiali. A denti stretti, quasi soffocando. Non riusciva a trattenersi. E mentre rideva, con la bocca spalancata, si intravedeva la sua ciungomma enorme, rosa, impregnata di saliva, prodigiosamente in bilico sulla sua lingua.

E tutte mi sembrarono vigliaccamente sollevate. Miracolosamente liberate da un peso e sadicamente pronte a godersi lo spettacolo. Passammo tutta la mattina in sala direzione, a fare palloni enormi con le ciungomme di Gianna S. Tre ciungomme per una in bocca. E ci facevano male le mascelle. Foto presa dal sito: Avevamo una bella casa, con una fattoria.

Davo da mangiare agli animali. Giocavo con i miei fratelli. Andavo a scuola ogni giorno. Sono arrivati una mattina, su una camionetta militare, sollevando un nugolo di polvere densa sopra la terra riarsa dal sole. Hanno spalancato la porta di casa e hanno iniziato ad urlare. Avevano barbe lunghe, armi tra le mani e occhi cattivi. Gli tremavano le gambe. Uno degli uomini dalle lunghe barbe si è avvicinato a me e mi ha urlato qualcosa in una lingua che non capivo. Mi ha dato uno schiaffo forte sul viso.

E ha ripreso ad urlare. Mio padre, con un tremito impercettibile delle labbra, ha tradotto per me. Altri due uomini, armati anche loro, mi hanno fatto salire sulla camionetta. Tutte coperte col velo. Una di loro era incinta. Altre avevano bimbi piccoli in braccio. Mi sono girata a guardare la mia casa, in preda alla disperazione. Avvezzi a decapitare teste, senza pietà.

Chi di loro si fosse rifiutato, sarebbe stato torturato o violentato. La camionetta è ripartita, sollevando nuovamente una nuvola densa di polvere. Dopo chilometri di strada dissestata, gli uomini dalle lunghe barbe, ci hanno fatte scendere e ci hanno spinto nel cortile di quella che un tempo doveva essere stata una scuola.

La donna incinta ha tentato di scappare. Cadendo, le è scivolato il velo che le copriva il viso. Ci hanno chiamato una per una. Ci hanno strappato il velo e hanno scritto il nome e il prezzo di ciascuna di noi su un foglio di carta. Ci hanno obbligato poi a camminare tra gli uomini e ognuno di loro prendeva la ragazza, o la bambina, che voleva. Una bimba di 8 anni e sua madre sono state vendute separatamente.

La bimba si divincolava. Quella notte sono stata violentata per ore da lui e da altri uomini. Fino a perdere i sensi.

In tre mesi sono stata venduta cinque volte. Sono rimasta anche incinta e ho preso di nascosto sei pillole, tutte insieme, per uccidere il bambino. Io e mio fratello più piccolo, Khalid, viviamo con mia zia, nel quartiere di Mashhad, nella parte orientale di Aleppo.

Viviamo là da quando i nostri genitori sono morti, proprio sulla soglia della nostra bella casa, durante un bombardamento. Ho afferrato mio fratello per un braccio e ci siamo precipitati verso la nostra abitazione. Mamma e papà erano caduti là sulla soglia, semisommersi dalle macerie e dalla polvere.

Sicuramente avevano aperto la porta per cercarci, per richiamarci in casa. Da sotto il velo che mamma indossava sulla testa scendeva una lunga striscia di sangue, che le arrivava fino alla bocca.

Papà aveva gli occhi semiaperti, diretti verso la nostra direzione. Mia zia è buona con noi, ma non è come la mamma. Ogni giorno ci porta in uno di quegli asili che hanno costruito sotto terra, per permettere a noi bambini di giocare al sicuro dai bombardamenti. Khalid per tutti quei mesi rimase in un angolo. Noi bambini giocavamo alla corsa nei sacchi. Il pagliaccio stava parlando a mio fratello.

E mio fratello gli rispondeva. Volevamo bene al pagliaccio dai capelli arancioni e lui voleva bene a tutti quanti noi. Ma a Khalid di più. Oggi ho saputo che è morto. Il nostro pagliaccio, dai capelli arancioni e col cappello giallo e la punta del naso dipinta di rosso, è morto.

Un bagno senza pretese, signori miei! Uno stipetto per qualche asciugamano. Un bagno in cui cantare quando vi fate la doccia. Un bagno normale insomma. Costruito abusivamente, negli anni sessanta, su un balconcino che a sua volta era stato costruito abusivamente.

Come in tutte le case vecchie del nostro quartiere. Su una parete era stata aperta una finestrella quadrata di 20 centimetri per lato. Sulla parete di fronte vi era un pensile, dove riporre il pettine, lo spazzolino da denti, il dentifricio. Il suo gruzzolo diminuiva precipitosamente in prossimità di un compleanno, o una festa comandata, o un matrimonio.

Riprendeva a ricrescere a fatica, arrancando, mese dopo mese. Con tutti i sanitari. Compreso la finestra con le tendine ricamate. Era un tubo di cartone, con una specie di tappo, tutto colorato. Aveva un foro su ciascuna estremità. Era un tubo magico!

Conteneva ricami dai mille colori, soli incandescenti, stelle del firmamento, mosaici di pianeti. Ruotavo il tappo e comparivano piccoli cristalli di ghiaccio variopinti, puzzles di migliaia di tesserine luminescenti, e ancora i vetri policromi di certe chiese gotiche, e i ghirigori precisi dei tappeti persiani, e la perfezione di piccolissimi e preziosi arabeschi.

E ho ripensato a te, questa mattina, e a quel caleidoscopio che mi regalasti da bambina. Tu riuscivi a vedere il bello, sempre. Perché il bello era in te, pensavo di fronte a questo cielo psichedelico. Partivamo dal grosso finestrone affacciato sul cortile, ad una estremità della corsia, giù giù fino alla statua della Vergine Maria con le braccia spalancate e il mantello azzurro che le ricadeva dietro le spalle.

Aveva certi chiodi lunghi nella colonna vertebrale ed era costretta a stare sempre sdraiata sul letto. Chiudeva sempre un occhio sui nostri giochi movimentati. Ci consolava quando piangevamo e ci portava il ciambellone al cioccolato da casa. E fu grazie a mio padre che, fin da piccola, frequentai artisti famosi, e bazzicai botteghe, e imparai a combinare tra loro i colori. Potevamo soltanto dipingere in casa. Cose piccole, senza importanza: Gli ho resistito come ho potuto. Ma io non accetto il sopruso.

Ho dovuto sopportare la tortura più crudele per un pittore: Di estrazioni sociali diverse. E me ne sono liberata, finalmente! Che te ne pare? Ma se devo essere sincera, di quello poco mi importava e poco mi importa.

La mia vittoria più grande è stata il riconoscimento della mia personalità artistica. Ho conquistato la libertà di essere una donna pittrice. Alla fine la mia più grande virtù non è stata la verginità, ma la pittura. Non so perché sono qui. Non so cosa sia successo. So solo che non riesco a muovermi e mi fa male la gamba. Papà ci ha detto che là ci sono delle sorgenti da cui scorre acqua buonissima. Una borraccia vera, come quella degli alpinisti. I lupi odiano i bambini che si lagnano.

Ci ha dato il bacio della buonanotte ed è uscito dalla stanza, chiudendo la porta. Poi non ricordo più niente. Solo un boato, un ruggito feroce e spaventoso. Ed ora sono qui e non so da quanto tempo e non so perché. E non riesco a muovermi. E mi viene da piangere.

Non è possibile che io sia morto, perché i morti non provano dolore, mentre io ho tanto male alla gamba e respiro a fatica, per via della polvere che ho dentro le narici e la bocca. Provo a chiamare mia sorella: Vorrei urlare, ma non ci riesco. Forse è un incubo. Forse sto solo sognando. Voglio solo mio padre e mia madre. Le lacrime mi escono dagli occhi e mi bruciano la faccia.

E proprio quando comincio a pensare che sono andati tutti via, lasciandomi completamente solo, avverto che qualcosa si muove, sopra di me. No, non mi sto sbagliando, sento dei rumori, li sento davvero, dapprima attutiti e poi sempre più netti. Improvvisamente un fascio di luce mi acceca gli occhi.

Devo richiuderli per il dolore. Li riapro a fatica e scorgo il muso nero di un cane lupo. Ricaccio indietro le lacrime, perché il lupo non pensi che mi stia lagnando. Stiro il collo più che posso e alzo il volto verso il fascio di luce. Il mio bisnonno era uno delle migliaia di afro-americani liberati dalla schiavitù, ansiosi di iniziare una nuova vita per se stessi e per le proprie famiglie.

Per costruire il tunnel che attraversa la Big Bend Mountain, gli operai lavorarono contemporaneamente da entrambe le estremità della montagna. Tre anni di scavi, utilizzando la forza delle braccia, facendo saltare la roccia con gli esplosivi. Tre anni per la costruzione dei ponti, e la posa dei binari, servendosi dei cavalli e dei muli per i carichi più pesanti. Il mio bisnonno usava il martello e la forza di cento locomotive nel braccio, per trivellare a mano i fori, profondi fino a 14 piedi nella roccia, dove poi veniva messa la dinamite.

Tutti i giorni, con un martello da nove chili in mano. Per tutto il giorno, con i muscoli e la concentrazione, facendosi strada, a fatica, metro dopo metro, attraverso la Great Bend Mountain. Le trivelle erano veloci, non si facevano male, non si stancavano, non si ammalavano. Le narici dilatate, il fiato corto, gli occhi rossi e infuocati di polvere, la camicia fradicia di sudore.

E quindi signori, se vi trovate nei pressi della Great Bend Mountain e sentite il fischio di un treno lacerare il silenzio degli Appalachi, ricordate che il tunnel fu portato a termine interamente col lavoro fisico di centinaia di uomini. Preparavo il borsone militare, quello che per caso avevo scoperto tempo addietro rovistando in mezzo alle tue cose, con la foga di chi deve partire per non tornare mai più.

La scatola con le conchiglie raccolte sul bagnasciuga, quando la spiaggia era tiepida di tramonto, e ancora non avevamo voglia di tornare a casa. Le lunghissime collane di perline colorate che io e Stefania avevamo infilato pazientemente con le nostre mani, una ad una, per venderle al mercatino della domenica di piazza Umberto.

I miei ritratti, disegnati a carboncino leggero da Marco. Quello coi capelli sciolti e il basco messo di traverso, quello in cui ridevo spudoratamente, le sopracciglia alzate e le fossette ben evidenziate ai lati della bocca.

Quello con gli occhi chiusi, che non si capiva bene se stessi dormendo o se invece piangevo. Il libro di mitologia greca che ci rubavamo a vicenda: No, stasera tocca a me. Non sarei mai partita per nessun posto, non sarei mai andata da nessuna parte, senza portarmi un ritaglio di quel mondo appresso. Noi bambini facevamo i compiti e a volte ci tiravamo i calci da sotto il tavolone lungo e scrostato, e litigavamo.

Procedevo portando la reliquia nella camera di nonno, come in una processione, seguita dagli altri bambini. Abbassavo lo sguardo mortificata. Gli occhi di tutti addosso. Pure quelli della Madonna Addolorata. Molto colte, da come le sento parlare. Molto ricche, da come le vedo vestite. Sono in vacanza in Italia. Il treno si ferma alla stazione di Caserta, proprio davanti alla Reggia del Vanvitelli.

Lei se ne accorge. Mi sorride a sua volta. Mi guardano enormemente interessate e mi pregano di continuare. E io continuo capirai! Hanno gli occhi spalancati. Decidono di fermarsi al ritorno e visitare il luogo. Mi tempestano di domande: Non mi fermo un attimo capirai! Solo allora mi rendo conto di quanto la mia concezione della storia, del passato, sia diversa dalla loro. Mi rendo conto di quanta Bellezza e Arte ci circonda. Come si fa a scordarsene? Come si fa ad abituarsi alla Bellezza fino ad ignorarla, a non prendersene cura, a non difenderla?

Come si fa a non sentirsi uniti dalla Bellezza in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere? Come si fa ad affidare tutta questa Bellezza nelle mani di quattro papponi ignobili che pretendono di gestirla insieme al nostro Paese?

Loro frastornate da tutte le informazioni che le ho rovesciato addosso capirai! Le distese di ulivi argentati e le vigne ben disposte in filari precisi, che tra qualche mese saranno cariche di grappoli maturi. Si vede anche il mare in lontananza adesso.

Prima di arrivare a destinazione, mi stringono la mano. Io, da buona meridionale, non riesco a non baciarle. Consapevolmente orgogliosa, mi tuffo a grandi passi nella Bellezza. Ero scalza sul tavolo ricoperto di fogli di giornale e di tanto in tanto mi passavi lo straccio pulito, dopo averlo sciacquato per bene sotto il rubinetto. Ogni mossa era talmente ricolma di amore, e di gioia di fare, e di fare bene, che assumeva ai miei occhi la magnificenza di una impresa epica.

Stendevi un tovagliolo pulito sulla tavola e vi posavi sopra la tazzina di ceramica con il suo piattino. Quella del servizio buono. Io con la consapevolezza di una nuova ricchezza. Una ricchezza senza paragoni. Non avevo soggezione di te solo perché andavo in classe con tua sorella: Davi fastidio alle ragazzine del quartiere, al maestro, ai vicini di casa, ai passanti sconosciuti. Rigorosamente a torso nudo. Ero contenta, lo devo proprio ammettere, di quel sottile turbamento, che mi guardavo bene dal far trapelare, quando mi fissavi dritto negli occhi e, soffiandomi il fumo della sigaretta in faccia, mi proponevi:.

Per un altro anno ancora. Che sei stato compagno di classe prima della mia Paola e poi della mia Dona, ed entrambe ti adoravano. Si inchinino al tuo passaggio i cherubini dai lunghi capelli dorati. Ti cullino, stanotte, tra le loro ali. Lo incontravamo spessissimo di sera, tornando a casa, in via Crisanzio, vicino alla Manifattura dei Tabacchi, nel cuore del quartiere Libertà, il quartiere dei veri figli del popolo.

Indossava una pacchianissima camicia a motivi floreali con il colletto a punta, annodata sopra la sua gonfia pancia pelosa. Aveva una montagna di capelli spinosi che viravano tra il biondo e il rossiccio e degli occhiali spessi come vetri di bottiglia per via della forte miopia procuratagli dal diabete. Mamma tirava per le braccia me e mia sorella. Affrettava il passo, costringendoci ad arrancarle dietro, a fatica. Ridete, ridete, tanto le femmine moriranno e tutti qua dovrete venire!

Camminavo con la testa completamente voltata per non perdermi la vista di Lorenzino che si allontanava sempre di più. Lorenzino parcheggiatore abusivo, guardiano delle battone, armato di secchio e ramazza per pulire gli androni bui dei vecchi palazzi del Libertà e guadagnarsi cinque mila lire.

Lorenzino dagli insospettabili, innominabili, impronunciabili amanti di una città del sud ipocrita e bigotta. Se lo avessero chiesto a me, allora, quando mamma mi trascinava verso casa, là in via Crisanzio, avrei scosso vigorosamente la testa. Ci sono uomini attorno alla buca, una trentina, alcuni in piedi, altri accovacciati sulle ginocchia, che attendono lo spettacolo.

Una pietra per aver passato la notte insieme a lui, accucciati in una grotta, tra le montagne silenziose. Gli uomini ora si allontanano a gruppetti, compreso tuo padre, che stanotte si stenderà al fianco di tua madre scossa da singhiozzi silenziosi, mentre la tua stanza rimarrà vuota.

Sono perennemente puntanti su se stesso. E a me dà un fastidio! Ha un fisico asciutto, due spalli grandi, e dai jeans aderenti si indovinano un paio di gambe muscolose. Ho iniziato cor 12 13 e poi cor 19 La tempesto di domande, voglio sapere dei suoi viaggi, dei suoi sacrifici, di come riusciva a gestire il suo lavoro, quel lavoro, in un mondo dominato dai maschi. Parla senza pudore, senza nascondermi niente, come sanno fare alcune donne tra di loro, anche se è la prima volta che si vedono.

Dei tradimenti continui di un marito balordo. Le mostra anche al parrucchiere: Ho lasciato mamma sul treno che la riporta a Bari. Due linee rette che non si incroceranno più. E anche la mia scrivania sarà vuota, liberata dai libri, e dai fogli sparsi, e dai bigliettini con gli appunti, e dalle matite. E poi gli scippi quotidiani, le urla dei ragazzini che sfrecciano sui motorini smarmittati, le donne che stendono i panni al sole e cantano.

Mi vengono in mente le barche che si cullano stanche nel porto vecchio, là dove i pescatori arricciano i polpi sugli scogli, per renderli più teneri, e il molo, dove io e Marco andavamo a leggere Bukowski e a sognare e a fumare di nascosto, azzannando la vita a morsi quasi, mentre le sirene delle navi da carico ruggivano in lontananza, come vecchi leoni.

Come quando ero bambina e per andare a casa di nonna dovevo prima passare davanti al pianerottolo dove abitava Manuele, il vecchio gigante con una gamba completamente amputata e il basco nero in testa. E poi un giorno me lo sono trovato davanti. Una montagna gigante senza una gamba, poggiata sulle stampelle, che mi occupava completamente il passaggio. Ero paralizzata dal terrore. E Manuele, mostrandomi i due unici e lunghi incisivi gialli, ha aperto la bocca in un sorriso simile ad un ghigno, un ghigno terrificante e mi ha lasciato passare.

Sissignori, mi ha lasciato passare. A me e a mia sorella. Chi me lo avrebbe detto ora? Aveva preso la patente soltanto per andare al camposanto, a trovare il figlio morto in un incidente stradale. Una vecchia donna del Sud, completamente vestita di nero, per le vie di un quartiere malfamato, con una bianca e arrugginita, perennemente in seconda marcia, da via Garruba fino al cimitero.

Anche Angelo, il nipote del boss che abitava vicino casa mia, fu ammazzato con una pallottola infilata dritta nel petto. Era bello Angelo, aveva gli occhi scuri. Li sentivo bruciare sul mio fondoschiena quando gli passavo davanti. Una fitta per ogni biglietto che conta e posa sul tavolo. Il mercato del pesce dietro casa. Le botteghe dei pescatori con la statua di San Nicola in bella mostra, contornata da piccole luci psichedeliche.

La puzza di cavolfiore nella cucina di casa mia, ed io che spalanco le finestre perché sta per arrivare la mia amica dai quartieri alti. Santa Rita era dentro il tabernacolo, vestita di nero, da suora, e si infilzava un pugnale nello sterno. Come se quelli che non ci sono più continuino, a dispetto di tutto, ad essere presenti, a respirare nelle nostre case.

Ricordo i volti rigidi e solenni dei miei avi, in bella posa, nei loro abiti migliori, perché andare dal fotografo a farsi fotografare era considerato un evento importante.

Quel tabernacolo con le foto dei morti non mi ha mai infastidito. Non mi ha mai messo a disagio. Era normale per me. Una cosa simile era in quasi tutte le case in cui bazzicavo da bambina. Gliela avevo scattata proprio io. Io il primo giorno di scuola della prima elementare, per quanti sforzi faccia, non me lo ricordo proprio. La mia compagna di studio, scelta dalla maestra, Teresa T.: Rimasi impassibile alla decisione della maestra, per non dare soddisfazione alle mie compagne, anche se dentro mi sentivo bruciare.

Teresa da me non poteva mai venire. Sua madre non glielo permetteva. Diceva che doveva guardare i fratelli più piccoli.

Insomma, non so come, alla fine riuscimmo a leggere tutto il libro. Dovevamo solo scrivere la relazione; mancavano un paio di settimana alla fine della scuola ormai. Da bambina giocavo attorno a questo sepolcro, mentre nonna metteva fiori freschi sulla tomba e mi diceva: Mi hanno fatto sorridere: E quando le ho risposto che volevo tornare a Bari, mi ha detto: Avete capito bene ragazze?

E loro lo hanno capito. Ma adesso la certezza di tornare insieme a quelli che ho amato, a due passi dal mare, per sempre, mi riempie il cuore di gioia. Il mio piccolo Gianni, che mi guardava stupita quando tornavo a casa per Natale, neanche il tempo di disfare lo zaino e me lo trovavo alle costole a tempestarmi di domande. Il mio piccolo Gianni con le stanghette degli occhiali rotte e un elastico delle mutande sistemato sulla montatura e messo attorno alla testa, perché non cadessero dal naso.

Disfacevo lo zaino per cercare il libro che mi avevi chiesto come regalo di Natale: Mi hanno detto che eri bellissimo mentre discutevi la tesi, con una camicia bianca sulla pelle abbronzata e un paio di occhiali dalla montatura leggera che ti stavano proprio bene.

Guardavo i tuoi libri sparsi per il monolocale, sulle sedie, per terra, ai piedi del letto, accanto ai fornelli della cucina, e mi sentivo una piccola sprovveduta e ignorante al tuo confronto. Amavo la tua passione rivoluzionaria, il tuo credere nella possibilità di risvegliare le coscienze assopite della gente umile, della gente più debole, come quella che io conoscevo bene. Ti sommergevo di domande, ti chiedevo spiegazioni, mi nutrivo dei tuoi discorsi accalorati e dopo, tutto mi sembrava chiaro e ovvio.

Te, la tua mansarda, le tue promesse, le mie speranze: Eppure sono sicura che tu fossi sincero allora, che tu non mentissi neanche lontanamente a me, agli studenti, o a te stesso. Elvis Presley, il ragazzo del piano di sotto, teneva il volume dello stereo a palla. Faceva un caldo che potevi metterti anche a piangere ed io studiavo nella stanza dove era il tavolo grande, con la finestra spalancata. E mio padre, come al solito, si affacciava alla finestra: Come se grazie a Saffo o a Orazio sarei un giorno potuta sfuggire alle cozze sgusciate, ai bibappalula di Elvis, al mio accento da meridionale ogni volta che aprivo bocca, alle preghiere sussurrate di nonna, alla tosse soffocante di mio padre, di notte, che toglieva il sonno a lui e a noi.

Pur di non fare la fine di Rosa, la mia amica di infanzia già fidanzata in casa con Mario, che ogni domenica pranzava dai futuri suoceri, portando un vassoio di paste di mandorla.

Il generale Marzano è un uomo possente, vicino più agli 80 che ai 70, e ha dei grandi baffi grigi. Percepisco che la farmacista è preoccupata, aggrotta le sopracciglia, e poi a bassa voce mi sussurra:. La prego torni a casa. Arriviamo sotto il portone di casa. Prende da bravo le chiavi dalla tasca e apre con la mano tremante, ma comunque avvezza ad un gesto ripetuto chissà quante volte, per chissà quanti anni.

Si volta verso di me e si porta la mano tesa e tremolante vicino la tempia sudata in segno di saluto. E poi ti ho rivisto un pomeriggio, al calare della sera, seduto sul muretto a strapiombo sul mare. Senza distogliere lo sguardo dal punto in cui il cielo diventa mare e il mare diventa cielo, mi hai preso la mano. Anche se un giorno fossi diventata ricca, sarebbe stato impossibile ricambiarla di quello che faceva per me, anche se ci avessi aggiunto il massimo degli interessi.

Ci sono attimi, gesti, azioni che acquistano una valenza talmente elevata, che non potrà mai essere eguagliata. Lo infilammo in una busta di plastica bianca e lo legammo alle maniglie mezzo arrugginite del portone scrostato della casa di Rafaiele. E un giorno io ed Enzù vedemmo compà Rafaiele, intento a riparare le reti, che aveva addosso il maglione del padre di Enza. Ci guardammo, con gli occhi che ci brillavano.

Il suono era talmente forte che potevo sentirlo sotto il tuo balcone spalancato del primo piano. Ti sentivo mentre ti precipitavi dalle scale, saltando i gradini a due, a tre alla volta.

Il mio naso schiacciato sul vetro del portone chiuso. Presto i palazzi della periferia si diradavano e solo quando gli uliveti secolari diventavano più fitti, si preannunciavano le prime ville. Svoltavi in una strada sterrata, spegnevi il Ciao e lo accostavi sotto un ulivo dal tronco contorto. Io guardavo loro, e tu guardavi me, mentre fumavi la mezza sigaretta rubata a tuo padre, che ti eri portato da casa.

Rimontavamo sul Ciao rosso. Incredibilmente è ancora vivo, completamente stordito dalle lunghe ore passate nel contenitore di terracotta, al buio e quasi senza ossigeno, ma vivo.

Lo tiene fermo sul tagliere con la sinistra, con la destra impugna un lungo coltello e inizia a tagliargli la testa. Si tira su gli occhiali scivolati sulla punta del naso con il dorso della mano sinistra, ed è un attimo. Vito vendeva le bombole a gas sotto casa di nonna. Ogni sera tirava giù la serranda arrugginita del negozio, facendo il casino infernale di mille mitragliatrici.

Montava sul Vespone azzurro. La moglie di Vito e la sua meravigliosa circonferenza media di cm dalle spalle a lle ginocchia: Un secondo figlio stava in mezzo ai genitori, spiaccicato tra le spalle del padre e il seno ingombrante della madre. Gli si vedeva solo la faccia, messa di lato per poter respirare, e le gambe sottili a cavalcioni del sellino.

Il terzo figlio, più grandicello, si sistemava invece in piedi, in mezzo alle gambe di Vito. Poggiava anche lui le mani sulle manopole, accanto a quelle del padre, e faceva finta di guidare. Io e nonna li salutavamo dal balcone. Li guardavo allontanarsi piano piano, sul Vespone azzurro simile ad un lento sommergibile, lungo la via piena di gente e piena di grida e piena di vita, fino a che diventavano un puntino indistinguibile in fondo in fondo.

In effetti avevo superato il concorso, dopo decine di altri concorsi, per permettermi anche io il lusso di poter lavorare. Sapevo che sarebbe venuta fino a Roma, se occorreva, e mi avrebbe trascinato con lei pure per i capelli, se occorreva.

Sfioravo con lo sguardo i corpi nudi e possenti dei quattro fiumi e glorificavo la mia fortuna di trovarmi, in quel preciso momento della mia vita, in questa mastodontica città eterna. Io che ero nata e cresciuta in un quartiere vischioso e denso del sud, catapultata nel cuore della bellezza infinita. Il Danubio mi piaceva più di tutti. Avrei voluto arrampicarmi sulle sue cosce possenti, accucciarmi tra le sue braccia e adagiare la testa sulla sua spalla muscolosa, per ammirare con lui la facciata del Borromini, che splendeva di bianco nel buio della sera.

Piazza Navona di 30 anni fa non aveva nulla a che vedere con la bolgia di turisti e bancarelle che affollano come in un finto carosello la piazza di oggi. Mi dirigevo a passo veloce verso piazza S. E come nella favola, il conducente fermava i suoi quattro cavalli bianchi proprio davanti alla mia abitazione. Ti guardavo mentre con le tue braccia forti, dopo esserti tirata su le maniche, iniziavi ad impastare.

E me lo ricordo, me lo ricordo benissimo quando ho visto in una vetrina quella collana che mi piaceva tanto. Quella collana la custodisco ancora. E poi quella terribile pellicina sottile che si formava sulla superficie e che mi procurava una serie irrefrenabile di conati di vomito.

Ed in fondo io quello volevo. Mi gridavi per le scale, mentre scendevo i gradini a due, a tre alla volta: Come facevo a spiegarti che non avrei scambiato le mie colazioni e le mie tazze di latte con relativa disgustosa patina in superficie, con niente altro al mondo? E da nessuna altra parte del mondo avrei voluto trovarmi, se non in quella vecchia cucina, fredda come un frigorifero, con gli occhi di Cristo che dalla parete mi fissavano quasi imploranti … tanto non lo bevo il latte!!!

Per niente al mondo avrei rinunciato alle lattine di CocaCola usate come salvadanai, ben nascoste negli stipiti della credenza, in fondo a tutte le pentole di alluminio. E con niente altro al mondo avrei scambiato le mie calze rammendate cento volte, che mi procuravano un fastidio enorme, là dentro le scarpe vecchie.

Né la colazione della mattina, né la paga settimanale, né le settimane bianche, né il corso di danza o di nuoto o di pianoforte, né i vestiti nuovi… Niente di niente. Guardai attraverso le sbarre della finestra e lo vidi. Era poggiato con le spalle al lampione, al bordo del marciapiede. Si era laureata in Psicologia con il massimo dei voti. Un dottorato sulla devianza giovanile e poi il concorso al Penitenziario.

Superato brillantemente, anche quello. Ecco, i suoi capelli erano di quel colore là. Li portava perennemente legati, tenuti stretti, in basso, dietro la nuca. Era brava, seria, puntuale. Era una che aveva passato la sua adolescenza china sui libri, a studiare. View original post altre parole. Siamo io e te, nella vecchia cucina. Ho un tuffo al cuore quando ti vedo, seduto vicino la finestra, mentre mi volti le spalle, il bastone tra le mani.

Mi avvicino piano, per non spaventarti. Ti volti e mi sorridi. Il contrasto tra il freddo pungente che mi pizzicava le guance e il tepore da braccia materne che mi accoglieva quando entravo, era quanto di più appagante avessi potuto immaginare. Attizzava il fuoco come un vecchio stregone della foresta, come un domatore buono di serpenti, e mentre aspettavo la mia pagnotta di semola gialla da un chilo, mi porgeva una pastarella di farina di mandorle.

Sapeva di vita semplice, di calore e di miracoli. Ucciso sulla provinciale mentre tornava a casa in motocicletta, investito da un camion. Adesso che rifacevo la strada per tornare a casa e masticavo il solito pezzo di pagnotta, io potevo sentire nella bocca lo strazio di Ciccillo, il vuoto del cuore, il baratro senza fondo.

Si trovava a passare dalle mie parti, col suo gruppo di seguaci, una banda di giovani scapestrati come lui. Lucignolo aveva tutto quello che mancava a me: Il periodo con Lucignolo non è stato semplicemente quello delle prime sbronze, della prima canna, della mia prima ragazza, delle manifestazioni con le barricate, delle letture folli e disperate…. Il periodo con Lucignolo è stato la consapevolezza concretissima di me stesso, la presa di coscienza stupita e ubriacante della mia vita, delle possibilità sconfinate che avevo di fronte, del potere mio e solo mio di desiderare e volere e ottenere a tutti i costi qualcosa, anche col rischio di farmi male.

Niente era scontato, o superfluo, o banale. Aveva la capacità di trasmetterti la grinta, di crederci e farti credere. Ho trovato un lavoro. E poi una brava ragazza, che ho sposato. Sono uno stimato avvocato. Era dalla sera prima che non lo vedevano. Il maestro era riverso per terra, nel bagno, non era neanche riuscito a tirarsi completamente su i pantaloni. Un colpo al cuore. Cadendo aveva battuto la testa contro la vasca da bagno, sporcandola di sangue. Gli occhiali erano ancora poggiati sul naso.

Eravamo nella azzurra, io dietro, mio padre alla guida, suo fratello più grande accanto a lui, davanti. E questi parenti, marito e moglie, che abitavano in periferia, io sinceramente non so neanche chi fossero e non mi ricordo neanche le loro facce. Mentre i grandi parlavano in cucina io e il mio pro-pro-pro-cugino, chiacchieravamo in camera sua.

Ogni volta che passavo là davanti, rubavo avida la vista di quel mosaico di sedie impagliate, e pentoloni, e televisore sul frigorifero, e scamorze affumicate appese al soffitto, e ventilatore arrugginito, e fiori sotto il tabernacolo illuminato di San Nicola. Si sentiva odore di frittura di pesce. Ogni sera apriva la branda su cui dormire, lasciando la porta del locale semiaperta, perché altrimenti non ci sarebbe stato spazio sufficiente.

Quando poi vi hanno dato la casa popolare, in periferia, è bastato un camion intero a contenere il vostro mondo.

Non è pazzesco Mario? E poi dopo che fai? Studiavo con la voracità di un lupo affamato, con la bava alla bocca. Saffo e Orazio non mi avrebbero aiutato, pensai. Forse è su quella panchina che abbiamo imparato a guardare lontano. Gocce di sudore freddo percorrevano la schiena di Jolanta. Il suo cane abbaiava. Il soldato sollevava il braccio come segnale che poteva passare. E so anche che il melo fiorisce ancora rigoglioso, ogni primavera, là nel suo giardino. Aveva il grembiule troppo stretto e troppo corto.

Palloni morbidi e rosa. Tutto quello che volevo, era stare con mia madre. Il vento di tramontana, dritto sulla faccia, mi gela le guance e mi fa lacrimare gli occhi. Chissà perché ho ripensato a te questa mattina.

Ridevo coprendomi il viso con le mani. L'intera penisola si sta sfasciando sotto gli occhi, crollano ponti, chiese e ferrovie.. E c'è anche chi ci crede Importante per il governo ed i suoi bravi ministri che vinca il Si.

Questo è il vero problema. Tutto il resto non interessa a nessuno. E tanto meno ci interessa del signor Lorenzo Cesa, un personaggio assai discusso, di oscura e dubbia moralità, di cui è salutare ignorare l'esistenza, anche politica.. Renzi , alle corde, non sa che pesci pigliare. Caro Direttore, semmai questo disagio, segno di inciviltà, di ignoranza,di viltà, di pessima gestione politica di un intero popolo, del Si e del No Non solo a Lipari.

Certamente ogni Cantone si difende Con il referendum del , il Canton Ticino è favorevole a fissare dei limiti ai frontalieri italiani che premono da anni Ma a parità di qualifiche professionali resta al datore di lavoro la facoltà di assumere un cittadino svizzero o un frontaliero. Ma cosa succederà ai frontalieri italiani? Non certo quello che soffiano i giornali italiani Il presidente dei frontalieri del Ticino assicura che i lavoratori italiani frontalieri non hanno nulla da temere.

La prima cosa da precisare è che domani non accadrà proprio nulla, perché quella è stata solo una consultazione per sollecitare Berna a fare qualcosa, ma dubito che si arriverà mai ad una legge vera e propria come richiesto dal testo della consultazione"..

Da noi, ecco che le notizie.. Lettori state attenti alle notizie, di chi non sa fare il proprio mestiere. Ovviamente i tempi sono travagliati, siamo tutti consci delle problematiche sociali, il lavoro è difficile, manca il pane, c'è miseria, anche in CH Gli affitti sono alti. Attenzione le porte in Svizzera Ogni giorno si legge di nuovi annunci di offerta di lavoro Nel bar panetteria sotto casa mia, in lingua tedesca, oggi leggo che cercano personale.

Vogliono un panettiere qualificato. Si cercano lavoratori anche in Ticino e in tutta la Svizzera francese e tedesca come muratore, carpentiere, manovale, pizzaiolo, cuoco, infermiere, medico, autista, custode, operaio, ingegnere e altre professioni.

Ma bisogna essere molto ben preparati. Centinaia di annunci di offerte lavoro Svizzera per italiani e stranieri, molti sono indiani, cinesi e giapponesi che lavorano in Svizzera. Lucerna è strapiena di personale giapponese impiegato nella vendita di orologeria di lusso. Gli aerei tra Tokyo e Zurigo -Lucerna sono carichi di turisti. La Svizzera crea ricchezza, reddito E le banche ricevono milioni di euro, yen, valanghe di rubli Il franco svizzero è ben apprezzato..

Molte sono le richieste nel settore edile, alberghiero, ristorazione, turismo, traduttori, interpreti.. La Svizzera è piena di italiani. Molti sono la terza se non la quarta generazione. Non leggo la stessa opinione per chi vive e lavora in Italia. Certamente il livello di studio e di formazione professionale richiesto nella Confederazione deve essere elevato. Chi lavora è preparato. Chi non è ben preparato, resta disoccupato.

E quanto giovani coppie e quanti nuovi nati si vedono in giro , mentre decrescono anno dopo anno I candidati devono ben informarsi sui permessi di soggiorno per poter lavorare in Svizzera.. La legislazione sul Lavoro in Svizzera è molto precisa, rigida. Le tasse vanno pagate, da tutti, pena l'espulsione. Non come in Italia. In Svizzera c'è la democrazia diretta. E' il cantone che decide con i cittadini Non il Governo Renzi.

Dopo aver preso visione di tutte le informazioni richieste, si invia la candidatura e curriculum alle aziende che assumono e che cercano personale. Per lavorare in Svizzera, dove non è previsto un salario minimo o medio, è necessario cercare di accordarsi direttamente con il datore di lavoro per poter pattuire uno stipendio adatto alla propria mansione.

Le tasse sono proporzionalmente alte e si devono pagare. Esistono anche, in diversi settori, dei contratti collettivi di lavoro, definiti dai datori di lavoro e dai sindacati. Sono ben quattro le lingue nazionali: Non esiste solo il Canton Ticino Imperativo conoscere la lingua del cantone. Nelle piccole e medie realtà lavorative avere una buona conoscenza della lingua parlata in loco, vi aiuterà molto nel trovare un lavoro in Svizzera.

Il livello di conoscenza minimo della lingua varia in base alla posizione lavorativa per cui ci si candida. Ma spesso chi cerca lavoro è poco preparato. Di questo il governo Renzi Come non ne parla mai di " evasione fiscale". Il governo dove la esporta?

E tutto è regolare , Quanti sono i Donald Trump in Italia? Praticamente non si contano. Le città Svizzere, nei vari Cantoni, sono tutte in crescita economica. Città svizzere che hanno il più grande numero di offerte di lavoro e sono proprio quelle dove si parla il tedesco. Anche di questo non se ne parla poco in Italia. Zurigo in pieno sviluppo.

Non entro nel merito, non ne sarei capace. Non sono partigiano di nessuno, non ho conti da rendere.. Non mi piacciono quelli che fanno finta di fare. Amo molto chi si batte per far chiarezza. Invidio Angelo Sidoti per il suo coraggio, per la sua indipendenza di pensiero. Quello che dice mi fa riflettere, mi commuove. Bisognerebbe averne di Angelo Sidoti al governo, ma chi lo ha capito? Invece abbiamo tanti tristi figuri. Se non sanno fare il loro mestiere Oggi le cose sono molto complicate.

C'è chi rema contro, ruba i soldi, poltrisce nella sua ignoranza.. Mi rattrista molto vedere tanta ingiustizia , tanta ignavia.

E chi li ferma i debiti? Ogni giorno i supermercati offrono merce a prezzi scontati La gente, anche nella grande Torino Ma il cibo, come le mozzarelle invecchiate Poi si fruga nei cassonetti in cerca di roba, per vera fame,tra i piccioni che si azzuffano per un pezzo di pane vecchio, o una fetta di mela marcia. Nei giardini pubblici, miseramente tenuti, tra la sporcizia delle strade, dei marciapiedi a pezzi.. Mentre nel " Palazzo" si spreca denaro pubblico, si allargano le ineguaglianze tra i cittadini.

Invece di unire, si disunisce. Che ci stanno a fare i " Palazzi Romani". E quanto ci costano? Ad ogni voce di " debito" corrispondono , a bilancio, enormi sacche di povertà, tristezza famigliare, agonia di vecchi.

La rivoluzione liberale oggi è morta e sepolta. Viviamo fra tanti farisei che fingono di essere " democratici" Sono almeno venti anni che stiamo male, malissimo.

I governi che si susseguono E siamo strapieni di debiti. Torino ha debiti per euro 3. Personalmente chi scrive ha debiti comunali per 3. Palermo ne ha solo per euro Ma la macchina dello Stato non si arresta, perde in colpi, e crescono i debiti. La macchina statale li crea continuamente, incessamntemente.. E con i debiti cresce la disoccupazione, la povertà, il bisogno. La produzione industriale è ferma.

Nessuno si sogna di investire in Italia. Ma non bisogna arrendersi, caro Angelo! Ogni uomo, è scritto, avrà cio che si merita. Quello che ami resta tuo, ti appartiene, è la tua eredità. Leggo di forti,gravissimi ritardi.. Continueremo a non occuparcene? Fare finta di nulla? Lo si legge da un rapporto dell'Ordine dei Geologi siciliani. Il problema è serio. La Sicilia è una delle aree più a rischio sismico in Europa, territorio ricco di straordinari monumenti e di bellezze architettoniche uniche al mondo.

E la gente è sicura? Chi vive è sereno? Leggo che oggi mancano seri, approfonditi studi aggiornati del territorio,. A che serve intervenire " dopo"? Vogliamo evitare che l'intera Sicilia sia ridotta ad una nuova spaventosa Amatrice? Spendiamo milioni di euro Si tratta di milioni di euro, spesi dai cittadini, destinati al finanziamento di un importante strumento di pianificazione regionale a prevenzione per interventi e miglioramenti antisismici su tutti gli edifici.

Edifici , come scuole ed ospedali.. Dove vanno a finire questi milioni? Perchè non si interviene? I ritardi si accumulano ai ritardi.

Siamo schiavi di una burocrazia che strangola la libera iniziativa. Ed i problemi restano. Che cosa hanno fatto nei decenni i governi regionali siciliani che si sono succeduti? Praticamente poco o nulla: Ed i danni si vedono. Il territorio si impoverisce e cresce la miseria. Leggo anche che " s oltanto una prima parte di interventi sono stati effettuati , sino ad oggi solo su 58 comuni della Regione Siciliana dei , classificati a rischio secondo la normativa di riferimento, sono stati eseguiti gli studi di microzonazione di primo livello dando seguito alla prima ordinanza del Triste situaziine per chi ci campa e per chi lo legge.

E nelle Eolie che cosa è stato fatto? Ci sono dati che certificano gli interventi? Da quel momento gli interventi previsti si sono Ci sono dati certi? Leggo che a Catania E nelle Eolie ci sono dati certi? Leggo anche il Ministro Delrio ha preso finalmente coscienza del grave problema: I terremoti di maggiore intensità che potrebbero svilupparsi qui, secondo gli esperti, sono molto più catastrofici di quello del 24 agosto scorso che ha colpito l'Italia centrale. Nessuno ha il coraggio di dire e di scrivere.

Il terremoto non ha fatto danni.. I danni li ha fatti l'Uomo. Li abbiamo fatti tutti noi , sempre chiusi nel nostro egoiwsmo, privi di compassione, per chi soffre..

La colpa è nostra e la stiamo pagando tutti. La colpa oggi ricade sulla intera comunità italiana. La magistratura ora indaga.. Sangue che cola che rimorde.. Si dovrebbe tutti indagare in tutta Italia.. L'intera città di Roma è a rischio. L'intero Paese è in pericolo.. Amici delle Isole Eolie.. Lo sappiamo e cerchiamo di non dircelo.

La colpa non si troverà mai, dove non si va a fondo. Cari lettori, per pura curiosità sono andato a leggere.. Accidenti non ho trovato nulla. Leggo dal sito elettronico del Comune di Amatrice.. Viene scritto dal Comune di Amatrice Ecco il suo currriculum " professionale" Personalmente credo che il Sindaco abbia fatto miracoli per salvare vite umane Tra le varie tappe del suo lavoro, leggo.

Nel viene eletto consigliere provinciale con Alleanza Nazionale. Nel è eletto Sindaco di Amatrice. In questi anni ha ricevuto i seguenti premi: Il 25 maggio è stato rieletto Sindaco di Amatrice per il secondo mandato.

Irpinia e Basilicata 8 settembre , 6,87 M [4] , 6. C arinzia e Friuli 25 gennaio , 6,66 M w , Ecco che oggi, sotto la minaccia di un disatroso fallimento della " Idea di Europa", nel timore di una inarrestabile " non crescita " di una economia che "non tira" Solo chi tiene ben chiusi gli occhi non avverte l'avvicinarsi di un nuovo devastante terremoto.

L'edificio Europa, patria comune dei popoli, nostro unico tetto.. Possono i popoli europei ritrovare in se stessi lo spirito creativo del " Manifesto" e con esso la forza di andare oltre i loro odiosi egoismi, superare il tremendo momento storico che stiamo vivendo?

Opera di alta moralità politica , di poderosa, rara visione etica, di insegnamento per chi governa.. Spinelli propone, dal carcere, una nuova strada da percorrere.

Strada fin ora mai percorsa. I cittadini, oggi in Europa , scrive Spinelli.. La Storia viene falsificata nell'interesse della classe governante.. Occorre superare gli attuali egoismi nazionali e formare, tutti insieme una Confederazione Europea. Ecco la ricetta di Spinelli. Ne abbiamo tutti assolutamente bisogno. Oggi a chi governa torna utile citare il " Manifesto di Ventotene" come antidoto alle preoccupanti scosse di un potente sisma continentale che logora lo stesso Premier, e la sua confusa azione politica.

Manca la minima strategia politica , mancano gli accordi comuni.. Il Paese è stremato. Una attenta rilettura del " Manifesto" è sicuramente di estrema utilità, vigoroso incitamento che spera di far riavviare il motore di una Europa, divisa su tutto, contrariata da molti, odiata da altri, insicura nei suoi passi, priva di idee, trafitta da debiti Noi tutti siamo stanchi..

Vogliamo rimane ancorati al passato-scrive Spinelli- " ostinatamente a ricostruire i vecchi organismi statali Quello che è successo dopo il , mostra la persistenza di forti contraddizioni tra chi vuole mantenere lo statalismo attuale o chi invece punta tutto sul nuovo federalismo europeo.

Siamo ancora in tempo. Vogliamo ancorarci allo Stato, come santo " Protettore".. Semmai il " Manifesto" indica una nuova via, un percorso politico piu' moderno, dinamico, adatto ai tempi Che ne facciamo, di conseguenza, della nostra Costituzione del ? Sarebbe auspicabile dare corso, da subito, a quanto viene delineato dal " Manifesto": Ma chi la realizza? Quale strada sceglierebbbe il popolo italiano, chiamato a pronunciarsi?

Ma quanto è cambiata l'Italia dopo la fine del regime di Mussolini? Quanto invece di esso.. Come sono oggi gli italiani? Vogliamo il federalismo di tipo tutto Europeo, o no?

Ma ci rendiamo conto del rischio che stiamo correndo? Cosa manca allo Stato oggi? I problemi irrisolti sono molti. Innazitutto dal è mancato il rispetto del cittadino.. L'economia è rimasta nelle mani di opportunisti e profittatori. La Costituzione del ha trovato molti detrattori. Il suo cammino è stato ostacolato da molti. La crescita economica , anche delle minoranze, è rimasta un sogno.

Lo sviluppo politico dei nuovi partiti.. Soffriamo la scarsa giustizia fiscale. Spinelli scrive che " Sono conservate le colossali fortune di pochi e la miseria delle grandi masse, escluse dalle possibilità di godere i frutti delle moderna cultura. Di certo, il " Manifesto" è oggi -governo assente- lettera morta. Una gravissima perdita per la democrazia. Dopo un breve periodo di crescita..

Il governo , legato agli interessi della Casta Lo stiamo tutti vivendo in TV Città con ricche testimonianze di epoche medioevali , di oneste simpatiche comunità La popolazione è allo stremo.. Persino il cimitero è stato devastato Le bare schiantate al suolo.. Tutto è andato distrutto. Non c'è piu' nulla.

Decine di piccoli centri, ricchi di tradizioni, da sempre considerate " realtà minori", sono state praticamente escluse dal circuito dello sviluppo. Cosa fa lo Stato? Si fa loro dolorosa visita con tanti sacerdoti e Che cosa si è fatto? Molte realtà locali, sane e produttive che producono il meglio del " made in Italy"..

Centri storici ricchi di storia, praticamente abbandonati.. II rischio è altissimo. Il programma politico del " Manifesto" è ancora oggi roba che scotta. Dopo il , malgrado il " Manifesto", cosa è cambiato? Troppo moderno per essere vero. Troppo in avanti, rispetto ai tempi. E lo si capisce appena si rientra in Italia. Milioni di visitatori, Paese amato da molti, adorato dai tedeschi La stampa libera è spesso oscurata, gli interessi di una certa casta di odiosi speculatori sono oggi, come ieri, intoccabili Basta vedere chi dirige la televisione.

Sempre piu' rari i giornalisti che dicono la verità.. Mancano le sane, oneste opposizioni che fanno circolare le idee. Come puo l'Europa Federale Inesistente e asfittica la circolazione delle élites in Italia. Si premia spesso chi non ha meriti,solo per opportunismo. I migliori cervelli emigrano. Manca una sana cultura del territorio, a salvaguardia del passato e delle imprese che hanno bisogno di innovarsi.

I giovani sono abbandonati a se stessi. Quando si metteranno in sicurezza le scuole? Il sistema produttivo e quello dei servizi stanno arrancando, ci si industria senza alcun progetto, sotto il peso di una odiosa burocrazia..

Soffriamo di profonde ineguaglianze tra nord e sud, tra ricchi e poveri. Lo vediamo tutti i giorni anche in Tv. I vecchi sono abbandonati a se stessi. La Tv cerca solo di raccontare una realtà di comodo, che non faccia male Oggi il terremoto ha messo a nudo le storiche arretratezze amministrative e la perenne scarsità di mezzi dello Stato.

Esistono le planimetrie a catasto ufficiale di tutti gli edifici costruiti nel tempo, stalle e pertinenze E quante sono quelle Come risalire alle responsabilitä del costruttore, del responsabile del progetto, se nessuno ha mai certificato l'idoneità del costruito?

Chi ha operato i tagli voluti dalla UE Chi controlla oggi di notte il territorio devastato? Chi aiuta la popolazione? Ci sono troppe inefficienze. Mancano poderosi investimenti per lo sviluppo e la ricerca. Si vuole ricostruire ma come?

Le popolazioni soffrono ogni pena Del " Manifesto " di Altiero Spinelli rimane inascoltato il suo disperato grido: La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà.

Chi ci puo' aiutare.. Le finestre sono volate via.. Tutta l'Europa, pure Obama e Putin.. Ok arriva il nostro Premier Ma ci sono tanti altri problemi, molti insoluti.. E subito si fanno collette.. Abbiamo fatto progressi in questi ultimi cento anni? I dati sono allarmanti e in peggioramento.

Occorre rilanciare l'economia, Signori miei! La frase del Premier è ripetuta giorno dopo giorno. Ma di rilancio vero Nessuna spesa utile , nessun insegnamento, nessuna preoccupazione, tutto in silenzio.. Ecco che bisogna continuare a buttare denaro EXPO e milioni buttati.. Quanto sono bravi a parole.. Ponte di Messina che ha rischio altissimo di crollare.. Ma il Ponte sa da fare. Apriamo gli occhi, cari amici, compagni di sventura Siamo a rischio tutti in Italia!

Non ci sono posti sicuri E soprattutto le isole, le magnifiche spiagge, la baie, le abitazioni, le insenature, le calette, la ricchezza del paesaggio, i borghi, le frazioni, i paesetti, i casolari.. Ovunque esiste il pericolo. Quanti sono gli stabene Fiumi di fango che trascinano via tutto. V orrei chiedere alle Istituzioni, al Centro Caritas e alla Protezione Civile locali di poter istituire a Lipari un centro di raccolta di beni di prima necessità per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto in Centro Italia.

Nel caso ci fossero già iniziative in corso vi chiederei di poterne dare alla comunità la massima diffusione. Ecco cosa occorre per i terremotati. Beni alimentari non deperibili, pacchi d'acqua, coperte, indumenti nuovi imbustati che saranno consegnati alla protezione civile.

Già contattato il capo dei volontari della Protezione civile delle Eolie Bartolo Bonfante che ha dato la sua disponibilità. Il Comune di Lipari si associa all'iniziativa dell'A. Associazione Nazionale Comuni Italiani a sostegno delle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma del 24 agosto scorso www.

Tra le innumerevoli iniziative di queste ultime ore, segnaliamo quella della Croce Rossa Italiana che promuove, oltre alla raccolta di fondi, anche la partecipazione attiva di volontari pronti a recarsi sui luoghi colpiti. Per contatti ed informazioni è utile collegarsi al sito www.

Una competizione che non poteva finire che nei migliori dei modi, tra le urla gli incitamenti e cori Uno stadio strapieno, impazzito, un Paese in festa.

I due Bender , Lars e Sven, unici astri del calcio tedesco, non hanno potuto far molto contro lo scatenato Neyman de Silva Santos, junior, un redivivo Pelé, massimo talento del calcio mondiale, una furia scatenata, che ha sospinto tutta la squadra brasiliana verso la vittoria. Ha violato la porta tedesca due volte,con un ultimo definitivo rigore Come poter contrastare il bomber Neyman di raffinata tecnica, sempre in agguato Tutta la stampa tedesca riconoscente, oggi abbraccia affettuosamente l'intera squadra olimpica tedesca, che si è battuta con tutte le sue forze, ha ottenuto l'argento olimpico, grazie alla guida di Horst Hrubesh, esperto tecnico, intelligente allenatore di livello mondiale che, pur con mezzi modesti, ha saputo portare alla finale olimpica la sua squadra durante il lungo, non facile percorso delle gare.

E chi salta nel vuoto,chi si lancia per tuffarsi, chi osa cercare di uscire da se stesso, dalla propria miseria morale, dal pregiudizio, chi vola oltre i sei metri solo con l'asta , chi non molla dopo Abbracciamo la nostra Costituzione, difendiamola da chi la vuole utilizzare per i propri " commerci".

Oggi, milioni di Francesi sono in pericolo di essere assassinati, scrive amaramente Eloise Lenesley, che accusa il governo francese di codardia di fronte al terrorismo islamico.

Dove è finita la sicurezza francese? Durante la messa del mattino, Padre Jacques Hamel di 86 anni , mentre stava officiando, è stato aggredito ed ucciso.

Padre Jacques era prete ausiliario della chiesa di Saint -Etienne. Era nato nel à Darnétal, en Seine-Maritime. Nel era stato ordinato prete, aveva festeggiato il suo giubileo nel , dopo cinquanta anni di servizio per la Chiesa.

Come riporta Le Figaro, Padre Moanda, di nazionalità congolese, era appena tornato dalle vacanze nel suo Paese e avrebbe ripreso servizio alla messa di mezzogiorno del giorno in cui è avvenuto l'attentato.

Padre Moanda ha scoperto della morte di padre Jacques dalla televisione. Padre Jacques era aperto al dialogo interreligioso e aveva preso parte anche a incontri con esponenti islamici locali. Una persona che ha dedicato la sua vita alla religione. Tutta la chiesa è in lutto. Padre Jacques era profondamente amato da tutta la comunità dei fedeli che oggi lo piangono. Il nostro ricordo va a Padre Jacques Hamel che nella sulla ultima lettera parrocchiale , del mese di giugno: Puissions-nous en ces moments la sua ultimare l'invitation de Dieu à prendre soin de ce monde, à en faire, là où nous vivons, un monde plus chaleureux, plus humain, plus fraternel E sempre disponibile verso i bisognosi e agli indigenti invitava a pregare per la pace, padre Jacques Hamel, e per un mondo migliore dove sentirsi un po' meno soli:.

Questo è l'anno della misericordia. Facciamo in modo che il nostro cuore sia attento alle cose belle, a ognuno, e a quelli che rischiano di sentirsi un po' più soli. Che le vacanze ci permettano di fare un pieno di gioia, di amicizia, di ritorno alle origini. Sono forme perverse finanziate con le nostre tasse. Mi spaventa e mi irrita. Mi fa anche schifo. Sullo sfondo una marea urlante di camicie verdi.

A che cosa brindano? Appare un fantoccio che penzola in alto Grandi risate tra i militanti nel pubblico. Il nobile Carroccio contro una donna? Come tanti cani arrabbiati si insulta la "donna". Un bersaglio per impotenti. La si deride e la si stupra. Ci si balla sopra La Presidente della Camera dei Deputati? Quanta crudeltà, oscenità ed ignoranza..

Vedo gente che lo imita E lui continua a stuprarla. Lei penzola in aria e lui balla incosciente e lui si diverte davanti a tutti. Il suo insulto è diretto a tutte le donne. Insensibile sta stuprando davanti a tutti la stessa sua madre Sono immagini devastanti, sacrileghe che mostrano il fallimento di cio' che crede sia il suo partito, della sua perversa ideologia, Ecco come si sviluppa il terrorismo.

Tanta benzina sul fuoco, tanto odio che accende ovunque la morte. I terroristi sono tra noi. Come " uomo" mi fa schifo parlarne e mi fa schifo scriverne.

Quello che dice e quello che predica appartiene a pura perversione. Cio che esprime è ributtante. Lui ne è beato. Ecco l' orrenda tribuna politica che pratica il disprezzo che si sposa con l'odio. Ricorda molto il Ventennio. I turpi fasti della corte Romana di Palazzo Venezia. Nido di camice nere.. Costoro continuano a rubarci la vita, ci privano della pace, ci tolgono il pane.. Non c'è futuro per noi.

Italia serva umiliata e disprezzata. Nessuna reazione dall'area " amica".. Un tacito accordo da destra a sinistra Le Ministre tutte sono irritate, scandalizzate deplorano, ma occorre tenerlo buono per i voti.

Prima di tutto il Governo. In fondo il Carroccio ha puntellato servilmente ieri Silvio Berlusconi,. Facciamo finta di niente, ma non lo diciamo. Ecco cio' che resta della " politica italiana", priva di nerbo, corrotta da torme di profittatori.

Guardiamola tutti bene, vista da ogni angolazione. Una costellazione di personaggi squallidi, di lugubri assatanati. Una collezione di odiosi perdigiorno che non pensano che a soddisfare i loro capricci.

Tutta gente di scarso livello morale e politico. Una accolita di potenziali stupratori di donne. Anche il " lettore" deve stare attento quando legge? E non deve ragionare? Dove andrà a finire la nostra sacrosanta libertà di opinione? Soffiano venti di guerra e di odio.. Sembra che oggi fare " informazione", fare luce nell'ombra, con l'impegno di non tradire la verità, giorno dopo giorno, sia sempre piu' pericoloso. Allucinante quanto si legge avviene oggi in Turchia! La follia al potere.

Leggo che ormai oltre 50mila persone sono state sospese o sono agli arresti e su di loro pende la condanna a morte. A migliaia di lavoratori statali è stato invece imposto il divieto di espatrio. E non è finita. Cosa vuole il Potere?

Una massa di idioti che dicono ok? Sarebbe questo il Potere di Erdogan? Se il potere si arroga tutto, anche l'informazione che cosa resta? Follia pensare a bloccare il Pensiero. Tutto deve restare nell'ombra? Tu cittadino, resti nell'ombra? La tua opinione non conta? Sarebbe questa la via alla democrazia?

Ma da noi come stanno le cose? Anche da noi esiste la libertä di pensiero? Antonio Pittoni 4 luglio scrive: La seconda, poco più di due mesi dopo, sempre per omesso controllo pena non sospesa per un articolo firmato da Maurizio Tortorella sanzionato con una multa di euro. Se il Dna è lacunoso, povero, insignificante La notizia fa paura, ma la Scienza non si ferma.

Ma quali sono i miei geni " cruciali"? Io non li conosco! Il test genetico, pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, é il momento decisivo nel predire il comportamento sulla sola base del proprio Dna, dote , bagaglio personale, e in futuro potrebbe essere usato per identificare ogni tipo di studenti a rischio abbandono scolastico, che necessitano di un programma educativo -assai costoso- tutto per loro.

E quanto sono gli studenti italiani che abbandonano gli studi ogni giorno? Una spesa spaventosa per lo Stato.. A che serve investire nello studio, se il mio Dna ha valore prossimo allo zero?

Sembra che per dimostrare se si è capaci di studiare o no, di lottare o no, di vincere la pigrizia e l'ignavia , la sua efficacia è stata sperimentata per ora su un campione di quasi 6. E come è il mio Dna? Sono scemo o furbo? Accidenti ai miei genitori, è tutta colpa loro, se sono infelice e non studio? Ormai chi nasce domani mattina saprà che cosa lo aspetta. E lo studio costa assai. Mi ricordo che tanti anni fa , una volta ti bocciavano, ed amen. Se non studiavi andavi a lavorare. Dalla scuola uscivano assai pochi.

Oggi si spendono milioni di euro, e abbiamo i peggiori risultati educativi. O non si vuole porvi rimedio?. Improvvvisamente , non si sa come Centinaia le persone evacuate da abitazioni, Palermo, Messina e Catania isolate, con i collegamenti via treno sospesi, autostrade e statali bloccate. La situazione più difficile in provincia di Palermo, semi- affumicata.. A Cefalù, i roghi hanno minacciano le abitazioni In fiamme anche il magnifico territorio di Monreale, a fuoco anche Monte Pellegrino, che sovrasta Palermo.

Una enorme nube di fumo ha avvolto l'intera città. Disagi si sono registrati anche all'aeroporto. Le fiamme non hanno risparmiato neanche l'area archeologica di Calatafimi-Segesta.

In fiamme ettari di macchia mediterranea anche ad Alcamo, Marsala e Mazara del Vallo. La situazione più difficile è stata sul versante tirrenico, nel territorio di Sant'Agata di Militello e sui Nebrodi. Un vasto rogo ha interessato il territorio tra Naso e Capo d'Orlando, in fuga la gente dalle abitazioni. La Statale Randazzo-Capo d'Orlando è stata chiusa subito. Ma gli incendi non hanno risparmiato neanche le province di Enna e Agrigento.

Ma che cosa sta succedendo? Sarà bene riflettere sul nostro futuro, sui tremendi rischi che corriamo ovunque.. Per quanto riguarda , cito sempre Lelio Finocchiaro Nostradamus avrebbe previsto una invasione dell'Europa da parte degli arabi,.. Tutto cio' in odio alla civiltà che dal Rinascimento ha illuminato il resto del mondo, con la Bellezza, l'Arte , il Pensiero Molti popoli soffrono feroci repressioni di governi autoritari chiusi dentro il feroce egoismo del nero fanatismo religioso che trova proseliti ovunque Ecco che sette di criminali, di falsi profeti, armati fino ai denti, trovano facile linfa nelle periferie dei nostri ghetti, dove miserabili emarginati sono pronti all'omicidio per pochi euro..

Ormai siamo completamente inermi davanti ai peggiori delitti. Ci stanno togliendo ogni volontà di reagire. Si uccide ovunque per ogni motivo. Fanatici criminali con fredda determinazione.. Ormai la gente, i nostri vicini di csa, si arma e spara su chiunque Abbiamo perso ogni orientamento, smarito il buon senso, e domenica 19 l'Italia vota perche molte città sono state amministrate assai male, bande di criminali le tengono in ostaggio, impoverendo milioni di italiani.

La politica italiana è smarrita, il governo traballa, il Premier isolato, cerca sostegno, emarginato da tutti.

L'economia langue, cresce solo la miseria. Lo Stato è pieno di debiti Non esiste sicurezza.. Le città italiane, ricche di storia, oggi male amministrate, sono preda di numerosi.. Cosa ci offrono veramente i futuri sindaci? Cosa si cela dietro alle loro..

Che cosa ci fa sperare in questa futura classe dirigente, in questi nuovi sindaci? Cosa sarà l'Italia dopo il 19 giugno? Il voto sarà "una delle più importanti decisioni che questo Paese affronterà nella sua esistenza".

Esiste una sorta di torbida istigazione, patto scellerato , mafioso, che vuole una cultura di pochi, per la Casta.. Ma i costi sono ormai proibitivi. Molti non riescono a far fronte, abbandonano la scuola. Ci vogliono almeno Ma non basta mai. Ma si contuna a fingere che tutto vada bene. Non ci sono i mezzi, la scuola non funziona. L'ingiustizie crescono a seconda del reddito. Ma chi non ha mezzi non ha cultura. Chi non ha cultura è emarginato. Milioni di cittadini diventano schiavi dell'ignoranza.

Chi legge mai un buon libro? Chi sa scrivere senza fare errori di sintassi.? Ormai non si vedono che delitti e miseria. Furti, omicidi e violenze. Ovunque impera l'odio sociale. Cresce la paura ovunque. Le la scuola offe un panorama di miseria crescernte. Patti educativi disattesi, Dirigenti sempre più insolenti. A cercar di far quadrare i tondi, Senza riconoscimenti,.

Anche se la legge ci ha lesi E bloccati son gli stipendi, Ogni giorno, pieni di intenti. Con serietà, nonostante il lavoro duro, Ci rechiamo nelle aule a seminare Semi di sapere e di educazione, A destare curiosità e passione Ad aiutare gli adulti del futuro. E quanta stanchezza e quante spese Quanti occhi stanchi e voci arrochite Quanti viaggi, mezzi, docenti itineranti, Quanti incidenti e malanni Sopportiamo e tiriamo avanti Sbagliando, ché nessun riconosce i danni.

Perché nessuno sa cosa si cela dietro la fatica di un docente; dietro quel sorriso stanco Quanto avvilimento! Pochi grazie e scarso riconoscimento.

Ma oggi io vi dico: Siamo arrivati a Maggio la strada è in discesa già dal primo. E infine arriveran il riposo e l'otium meritati e prima o poi, me lo sento, Anche il giusto riconoscimento. Pure Vulcano, paradiso, meraviglia assoluta E gli Amministratori si riparano dietro la colata lavica di nuove normative, regolamenti, atti pubblici. Eppure c'è chi denuncia. Ecco che il colpevole è sempre chi denuncia.. Ricca è l'Italia di questi Amministratori.

Molti di costoro non ricordano di aver pulito con la loro stessa lingua Con quanto accanimento il premier Matteo Renzi finge di non capire che il suo programma di " riforme" non ha fatto centro. Che l'opinione pubblica lo ha abbandonato. E' penoso vederlo in Tv quando si contorce su se stesso, le solite smorfie, sperando di riuscire a darla ad intendere In mano non ha piu' carte buone Finge e fingendo si allontana sempre di piu' dal suo naturale elettorato.

Le sue parole suonano vuote. Crede , si illude di essere sempre ben in sella mentre l'intero suo partito lo ha lasciato solo. In realtà -detto tra di noi- non è poi cambiato nulla. L'affluenza alle urne è stata bassa.. Che cosa vuol dire? Brutto segno per un Paese che vuole le " riforme". Per contro, una folla di esagitati -piu' o meno noti- sta correndo per le restanti poltrone di sindaco, quelle ancora in sospeso Ma che ne sanno " costoro" di amministrazione? Conoscono bene la buona " amministrazione"?

Come sempre i cittadini stanno a guardare. Nessuno di noi sa come andrà a finire. Noi da casa vediamo solo una folle corsa alla " poltrona", tutti vogliono diventate " Sindaco".. Ognuno fa carte false. Ci si sposa, alla fine, con disgusto, contro voglia. Si parla male del prossimo, lo si detesta Ci si allea persino con chi si disprezza.

Ma nessuno di " loro" parla di " programma". Di serio, impegnativo programma per chi ci vive e lavora Dove lo possiamo leggere? Gli imbrogli -come sempre- sono in arrivo..

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